“Music, once admitted to the soul, becomes a sort of spirit, and never dies." (Edward Bulwer Lytton)

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I 4 brani di questo EP sono legati da un comune denominatore: la ricerca della tranquillità. Le mie consuete armonie e melodie “solide”, definite, incastonate in strutture compositive  stabili e riconoscibili lasciano stavolta  il posto  ad un incedere piu’ contemplativo e rilassato, dove il ritmo si fa piu’ lento, la superficie si dilata ed i riverberi danno spazialità a suoni di piano intimi, caldi, familiari, suoni sentiti tante volte nella stanza del piano a muro, compagno discreto con cui condividere gli spazi ed il tempo del viver quotidiano.

 

“Upon the hill” è la title track che apre la rassegna. Sto guardando le colline dalla finestra della mia stanza in un giorno di inizio primavera, in cui un sole timido tenta di filtrare attraverso le nuvole per riscaldare una terra ancora indurita dai rigori dell’inverno ed i raggi tenui del sole giocano con un velo di nebbia bassa non ancora dissolta ed una pioggia leggera che non vuole ancora abbandonare la scena.  In questa tranquillità, le melodie del piano prendono forma e riempiono la stanza.

 

“This day” è il brano con cui il giorno trascorso sfuma nelle prime ombre della notte; un suono ovattato e dolcemente riverberato sostiene un giro armonico compassato e discreto che sembra non voler finire, come i pensieri ed i ricordi del giorno non vogliono ancora abbandonare la mente e cedere il posto al sonno.

 

“Folded” è un’impressione sonora, un leggero ostinato che ricorda un pensiero ricorrente ma non invadente. Come gocce di rugiada che lambiscono le foglie di un sottobosco immaginario dove i pensieri si susseguono con una delicata costanza.  

“Up” è il brano di chiusura.  L’attenzione adesso ritorna al presente, alle azioni del “qui ora ed adesso”, alle cose da farsi per la vita che continua, con quell’incedere minimale e costante che solo le cose semplici ma essenziali sanno avere, come il suono del piano brevemente riflesso sulle pareti della stanza in un registro acuto, un suono che stavolta chiede attenzione, come la vita chiede di essere vissuta in ogni sua piu’ minuta sfumatura. Perché nell’essenzialità delle piccole cose, vissute pienamente, sta il significato primo del nostro vivere quotidiano.

 

Credits

Pianoforte: Dario Crisman

Mix e Master: BSR Studio

Artwork: BeatArt

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